San Lorenzo Vecchio
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 San Lorenzo Vecchio


San Lorenzo Vecchio sorgeva su un colle ed era un borgo fortificato, oggi in rovina e di proprietà privata. 

 

Una preziosa relazione dell’abate Giulio Sperandini, risalente al 1773, ne descrive l’assetto urbanistico: il paese era racchiuso da mura con torrioni circolari e tre porte d’accesso — Tramontana a nord, Scirocco a sud e Levante a est. L’abitato, di dimensioni contenute, era attraversato da tre strade principali: una centrale conduceva alla collegiata di San Lorenzo, mentre le altre correvano lungo i lati est e ovest, a ridosso delle mura. Presso la porta nord si trovavano il palazzo pretorile e le carceri; a ovest si estendeva il quartiere del Borgo, con residenze nobiliari, la chiesa del Gonfalone e i granai. Al centro del paese, sulla sommità del colle, sorgevano la collegiata e la casa dell’arciprete; più a sud, l’ospizio dei cappuccini. La contrada orientale, detta Forno, affacciata sulla piana del Pantano, era ricca d’acqua ma soggetta a impaludamenti, ed era sede di mulini e attività produttive. Qui abitavano prevalentemente famiglie modeste.

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